Il mondo finanziario è uno dei pochi settori (forse l’unico) in cui un individuo senza particolari conoscenze  e capacità (ma dotato di metodo e disciplina) può ottenere risultati significativamente superiori rispetto a chi ha grande conoscenza e capacità (ma scarso metodo e disciplina).

I risultati degli investitori possono essere, quindi, diametralmente opposti. 
Così la condivisione di esperienze finanziarie tanto diverse finisce per alimentare miti e credenze sul mondo degli investimenti.

In questo post vedremo quali sono i falsi miti più comuni che danneggiano chi vuole approcciarsi al mondo della finanza e ancora di più chi sta già investendo.
Non solo individueremo  le principali convinzioni comuni che scoraggiano dall’investitore, ma, visto che  ci troviamo nel bel mezzo di un generoso bull market (almeno per ora🤞), vedremo anche quali sono le false certezze che possono spingere verso una eccessiva assunzione di rischio.

Per investire servono grandi patrimoni

Questa è una delle credenze più comuni.
Molte persone sono convinte che sia necessaria una grande quantità di denaro per attivare un piano di investimento.

In realtà la maggior parte dei prodotti di investimento richiedono un capitale iniziale accessibile a chiunque.
Se da un lato è vero che un capitale elevato consente di realizzare un livello di diversificazione profondo, dall’altro esistono soluzioni che permettono di investire a partire da 100 €.
Una di queste è il piano di accumulo.
Ma soprattutto chi non dispone di capitali ingenti ha molto più bisogno di investire di una persona facoltosa: sarà necessario far crescere i propri risparmi il più possibile per poter raggiungere meglio e prima i propri obiettivi concreti di vita. L’acquisto di una casa, l’avvio di un’attività in proprio, il percorso di studi dei propri figli (ne parlo approfonditamente in questo articolo).

Risparmiare denaro ti porterà dalla povertà alla classe media. Investire (correttamente) denaro ti porterà dalla classe media alla ricchezza

Fulvio Marchese

Bisogna investire quando la situazione economica è chiara e stabile

Nella vita è ragionevole iniziare i progetti più importanti quando si è raggiunta una certa stabilità: si costruisce una famiglia quando si è trovato un impiego stabile, si compra una casa quando abbiamo risparmiato un capitale adeguato e così via.
E’, dunque, naturale pensare che una decisione importante come l’investimento debba essere presa quando la situazione economica è chiara, stabile e promettente. E’ questo il momento migliore per cogliere i benefici della crescita economica.

In finanza vale l’esatto contrario: come più volte detto su questo blog, i mercati vivono di aspettative e riflettono gli scenari economici futuri.
Ciò significa che i prezzi delle azioni sono sempre in anticipo rispetto alla situazione economica.
Il momento migliore per investire è proprio quando si prevede l’arrivo di una crisi economica: i prezzi sono già scesi perché già incorporano le conseguenze della recessione. Investendo si compra a prezzo di saldo.
Paradossalmente i rendimenti futuri degli investimenti finanziari sono particolarmente alti quando i prezzi sono scesi perché l’incertezza e l’arrivo di una crisi hanno spinto la maggior parte degli investitori a vendere. E’ questo il momento migliore per investire.

Quando invece la situazione è florida e le prospettive per l’economia sono promettenti, l’ottimismo ha attirato la massa degli investitori facendo salire i prezzi. Prezzi più alti significano minori guadagni futuri.

Non bisogna investire sui massimi di mercato

Sono tanti gli investitori che, così consapevoli del “falso” precedente, finiscono per cadere nel mito opposto.
L’idea che investire sui massimi di mercato sia pericoloso è tanto diffusa quanto sbagliata.

Molti sono convinti che i mercati azionari siano entità astratte che salgono e scendono all’interno di un intervallo definito: “bisogna comprare quando siamo nell’intervallo basso e venere quando siamo in quello alto”.
I mercati azionari nel lungo termine esprimono la crescita dell’economia globale, gli utili delle aziende vere che operano in tutto il mondo (ne parlo in questo post).

I clienti di queste aziende sono la popolazione mondiale che cresce anno dopo anno. Crescono i clienti, crescono le esigenze, cresce la domanda di beni e servizi e, inesorabilmente, cresce anche l’utile delle aziende produttrici.I “massimi di mercato” rappresentano dei limiti che sono fatti per essere superati. Ogni ciclo di crescita si conclude inevitabilmente con un crollo e una recessione. Ma il successivo “ciclo” raggiunge sempre “massimi” più elevati di quello precedente:

CROLLI DI BORSA

Aspettare il “prossimo crollo” significa precludersi tutto il successivo ciclo di crescita.
Ne ho parlato dettagliatamente in questo post.

Bisogna saper individuare aree e settori “giusti”

Tutti vorrebbero investire nel settore più promettente e più redditizio. Personalmente non ho mai conosciuto nessuno che cercasse un mercato perdente.
Il fatto è che individuare il settore, l’area geografica o l’azione che andrà meglio è maledettamente difficile se non addirittura impossibile.

Nell’ultimo decennio la tecnologia ha stravinto su tutti gli altri settori. Eppure chi ha investito in questo settore tra il 2000 e il 2010 difficilmente esprimerà la sua soddisfazione sul tech.
Riflessione analoga vale per il mercato azionario americano che da 10 anni ha imposto la sua supremazia su tutte le altre aree geografiche: ora che gli Stati Uniti sembrano il mercato più redditizio e sicuro, i prezzi sono saliti e i rendimenti futuri saranno inevitabilmente più bassi (ne parlo in questo post).
E’ buona regola diffidare da tutti quei dati che dimostrano la supremazia a lungo termine delle azioni USA, del tech o di qualsiasi altra area geografica o settore.

La soluzione è investire in un buon numero di settori e aree per essere certi di aver compreso anche quelli più promettenti.
Chi sa o crede di saper individuare azioni, settori e regioni più profittevoli potrà anche azzeccarci una volta, ma difficilmente vincerà nel lungo termine.

La plausibile possibilità di vincere al superenalotto non serve per investire con serietà. Non perché non sia possibile, semplicemente perché, se anche fosse possibile una volta, e solo con fortuna e non per capacità, non è ripetibile con certezza“. (cit.)

Seguire un approccio diversificato aiuta a bilanciare il rischio perché le condizioni che causano un rendimento scarso su alcuni settori possono provocare un rendimento molto alto su altri settori. Così la diversificazione consente di costruire un portafoglio complessivamente vincente.
Un buon investimento non è necessariamente conseguenza delle decisioni giuste. L’importante è essere costanti nel non fare sciocchezze, come concentrarsi su singoli temi e regioni.

E’ assolutamente giusto e legittimo dare spazio all’investimento su settori e aree geografiche specifiche scelte sulla base delle proprie convinzioni. L’importante è mantenere queste “convinzioni” delimitate all’interno di un perimetro di investimento circorscritto ( 5 – 10% del capitale).

La storia è lastricata di buone idee spinte troppo oltre da diventare cattive idee.

Morgan Housel

Ciò che è sceso salirà (e viceversa)

Ragionevole come conclusione ma molto spesso non funziona.

Si tratta sicuramente di una convinzione estremamente pericolosa quando è riferita a singoli titoli:

Ma altrettanto rischiosa anche quando viene applicata su larga scala.
Chi ha investito nell’economia nipponica dopo il crollo all’inizio degli anni ‘90 ammaliato dal prezzo di saldo dell’azionario del Sol Levante,  avrebbe recuperato soltanto oggi dopo oltre 20 anni:

AZIONI GIAPPONE

E’ indispensabile basare le proprie scelte di investimento su un Asset Allocation Strategica robusta e ben diversificata e mantenere la coerenza con le scelte di investimento iniziali.
Talvolta si finisce per abbandonare la diversificazione iniziale ammaliati da facili guadagni su settori che sono scesi velocemente.
Questa è una delle tante sciocchezze che può compromettere inevitabilmente i risultati a lungo termine.

Maggiori rischi = maggiori guadagni

Si tratta di una delle regole accademiche fondamentali: “A fronte di un maggior rischio corrisponde un maggior rendimento”. 

Il principio è fondamentalmente corretto, l’importante è non credere che sia sempre così.
Se gli investimenti rischiosi offrissero sempre rendimenti elevati allora non sarebbero più investimenti rischiosi.
L’elevato rischio promette rendimenti elevati, ma non sempre li garantisce.

L’alto rischio può restituire:

  1. rendimenti elevati;
  2. rendimenti inferiori alla media;
  3. perdita completa del portafoglio.

Una corretta asset allocation e una corretta gestione del rischio consentono di realizzare sempre un giusto rendimento purché si investa per un arco temporale corretto.
Spostare verso l’alto l’asticella del rischio non significa necessariamente ottenere un rendimento superiore.
Ad esempio credere di ottenere rendimenti più elevati investendo  solo in azioni è molto pericoloso.

Se hai 20 anni e 60 anni di aspettativa di vita, per i risparmi destinati a non essere “mai spesi” investire in azioni e non toccarle più ti darà il miglior rendimento possibile nei prossimi 30 anni.
Il problema è che il 90% degli investitori non è in grado di ragionare così: 10 anni di tempo possono non essere un arco temporale sufficiente per investire solo in azioni.

Questa immagine mostra quanto possa essere amaro il destino di un investitore azionario:

Soltanto nell’ultimo secolo tra il 2000 e il 2012 (13 anni!!!) il mercato azionario americano ha restituito un rendimento pari a zero.
Andando indietro nel tempo troviamo periodi di “zero rendimenti” di oltre 20 anni.
Purtroppo non è statisticamente impossibile che possano ripresentarsi decadi con performance nulle per le azioni.
La diversificazione serve proprio a conseguire rendimenti positivi anche nel caso in cui si dovesse ripetere una fase analoga al 2000 – 2012 .

La regola vale a maggior ragione per quelle attività di investimento per le quali non si riesce ad identificare chiaramente l’effettivo livello di rischio.
Formule come il crowdfunding immobiliare, il peer to peer lending o le criptovalute possono certo offrire rendimenti consistenti a fronte dei quali esiste, tuttavia, il rischio di perdita totale del capitale.

Occorre dedicare molto tempo agli investimenti

Si associa spesso all’idea di successo in ambito finanziario quella di attivismo, operatività frequente e frenetica, attenzione agli avvenimenti economici.
“Per investire con successo è necessario essere aggiornati e riuscire ad anticipare i movimenti del mercato“.
Molto spesso l’investitore viene immaginato come un attento studioso di rapporti che trascorre ore davanti allo schermo di un pc per comprare e vendere le azioni giuste al momento giusto.

Investire correttamente non richiede un impegno frequente ma è, al contrario, un attività estremamente noiosa.
E soprattutto è estremamente dannoso controllare con eccessiva frequenza le performance dei propri investimenti: questo ci spingerà ad agire nell’inutile tentativo di limitare le perdite o aumentare i guadagni.

Nessuno, nemmeno i professionisti finanziari, sanno con certezza cosa farà il mercato.
Quindi è molto più saggio rimanere investiti accettando i ribassi del breve termine piuttosto che cercare di comprare e vendere al momento giusto.
Ecco perché la strategia “Buy & Hold” è l’unica che dà la certezza di vincere.

Un buon consiglio per aumentare le performance: dimenticare le password degli accessi.

COME SOVRAPERFORMARE IL MERCATO

Finalmente ho capito come funziona!

Ciascuno di noi ha un’esperienza personale di come funziona il mondo, e quello che viviamo in prima persona ha un impatto profondamente diverso da quello che ci viene raccontato “di seconda mano”.
Ad esempio chi è cresciuto in un ambiente povero pensa al rischio e al guadagno in un modo che è impossibile concepire per il figlio di un ricco imprenditore.
L’importanza dell’esperienza personale nelle scelte di investimento è nettamente superiore rispetto a qualsiasi altra fonte di informazione:

Alcune lezioni devono essere vissute per essere capite.

Michael Batnick

Ognuno di noi, a nostro modo, è vittima di questa realtà.
Chi ha vissuto esperienze tragiche nel mondo della finanza, difficilmente si avvicinerà a nuovi investimenti.

Oggi è diffuso l’atteggiamento opposto: il mercato rialzista degli ultimi 18 mesi ha condizionato profondamente le convinzioni di molti investitori. Questo vale sia per le aspettative di rendimento che per le proprie capacità.

Aver realizzato rendimenti eccellenti in un periodo in cui è salito praticamente tutto non significa “aver capito come funziona”.
E i rendimenti realizzati nei mesi recenti non sono rappresentativi di quelli normalmente realizzabili sui mercati finanziari.
Le tue esperienze personali in ambito finanziario rappresentano lo 0,01% degli eventi accaduti nella storia dei mercati, ma circa l’80% di come pensi che i mercati funzionino” (cit).

Prima o poi le cose torneranno davvero “normali” e investire diventerà estremamente più complesso (come è giusto che sia). Quindi attenzione a sviluppare un eccessivo livello di confidenza nelle proprie capacità:
Il mercato se ne frega di chi sei e se non rispetti le sue regole alla fine ti verrà insegnata una lezione importante” (cit).

contatta David Volpe

Un portafoglio robusto non mi farà mai perdere denaro

Anche chi ha afferrato le corrette regole di diversificazione e di costruzione del portafoglio cade spesso vittima di questa convinzione.
Un portafoglio per quanto robusto e correttamente impostato non è indenne da shock nel breve periodo.
Questo grafico mostra i ribassi massimi registrati da alcuni dei portafogli più famosi nel corso dell’ultima crisi (Covid 19):

Uno dei portafogli più stabili, l’All Seasons di Ray Dalio ha fatto registrare un -8%.
Se poi allunghiamo il periodo di analisi sui ribassi, la situazione diventa ancora più “drammatica”:

RIBASSI LAZY PORTFOLIO DAL 1970

All seasons: -17%

La corretta diversificazione non serve per eliminare le oscillazioni nel breve periodo ma per avere certezza di rendimenti positivi nel lungo periodo.
Quindi qualunque sia la soluzione scelta ci sarà sempre un prezzo da pagare per ottenere un rendimento adeguato: la volatilità nel breve periodo, per quanto possa essere contenuta, non può essere eliminata.

Bisogna investire come i grandi investitori

Tutti vorremmo investire come i “grandi”. Chi non ammira i risultati di Warren Buffet
Sembra logico pensare che ciò che ha funzionato per lui possa funzionare per noi.
Recentemente ho letto su un social di un tale che criticava la diversificazione perché, secondo Warren Buffet, è una cosa da stupidi.

Chiariamo una cosa: noi siamo “comuni investitori” , Buffet è un mito.
Dobbiamo stare molto attenti a pensare che il 100% dei risultati dei “miti” che vogliamo seguire sia frutto del loro impegno e delle loro decisioni (che crediamo di poter imitare).

Cercare di imitare le scelte di un’altra persona può essere molto pericoloso perché tendiamo a considerare solo gli esempi di successo più estremi  (Buffet e compagnia) e questi estremi sono difficilmente replicabili su noi stessi a causa della loro complessità.
Più è estremo il risultato che cerchiamo di imitare, più difficile sarà applicarne gli insegnamenti per la nostra strategia perché è molto più probabile che questo risultato sia stato influenzato da una somma di fattori, che comprenderà anche una buona dose di fortuna e una serie di intuizioni non replicabili.

I risultati di Warren Buffet sono estremamente difficili da imitare. Le sue performance  sono così eccellenti probabilmente perché la sua situazione personale (non replicabile dall’investitore comune) ha giocato un ruolo determinante.
Buffet è indiscutibilmente uno dei più grandi investitori della storia. I suoi risultati sono attribuibili al suo fiuto per gli affari (non replicabile), alla potenza di fuoco dei suoi capitali (non replicabile), al tempismo e, molto probabilmente, a una certa dose di fortuna (non replicabile).

Quindi non ha senso seguire pedissequamente i grandi consigli (peraltro estrapolati dal contesto) come “non diversificare”,  sperando di arricchirsi come l’oracolo di Omaha.

Una delle vie maestre verso la povertà è fare della ricerca di una nuova Microsoft il vostro principale obiettivo di investimento.

William Bernstein

Il segreto negli investimenti è organizzare le proprie finanze in modo tale che un cattivo investimento non incida pesantemente sul nostro patrimonio. Così possiamo continuare a perseguire la nostra strategia di investimento aspettando anche, perché no, l’arrivo di un pizzico di fortuna. Diversifica secondo le tue esigenze e non inseguire quelle degli altri.

Conclusioni

Molte persone credono di pensare, ma in realtà stanno solo riorganizzando i loro pregiudizi.

William James

In finanza è molto frequente cercare la perfezione: tutti vogliamo il meglio e il portafoglio migliore. E per trovarlo cerchiamo di semplificare seguendo regole apprese leggendo o sulla base della nostra esperienza.
In realtà non esistono principi e soluzioni universalmente validi per tutti, quindi non possono esserci convinzioni universalmente valide per tutti.

A proposito di convinzioni, ne conosco una che riuscirà a tenerti alla larga da quelle più fuorvianti:

Imposta le tue scelte di investimento e la tua Asset Allocation Strategica per sbagliare il meno possibile anziché sull’intenzione di guadagnare il più possibile.

Ricevi gratuitamente tutti i nuovi articoli via mail, insieme ad aggiornamenti esclusivi!

Iscriviti

* indicates required
Potrebbero interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *